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Visualizzazione dei post da gennaio, 2022

STEP 10: NELLA LETTERATURA

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  STEP 10: NELLA LETTERATURA Un romanzo molto conosciuto in cui viene citato il becco di Bunsen è “Il sistema periodico”, di Primo Levi. Primo Levi, chimico torinese classe 1919, sembra a primo impatto narrare vicende prettamente autobiografiche, collegate a 21 elementi della tavola periodica, uno per ogni capitolo. In ogni capitolo si narra del suo incontro con la natura, vista ogni volta come madre oppure nemica. Il romanzo è altresì pregno di contesto sociale, politico (il tempo del fascismo), storico (il suo internamento in un lager); il tutto visto con gli occhi di un chimico. [1] Nello specifico, il becco di Bunsen viene citato in alcuni paragrafi del libro, tra cui: “[…] Nel laboratorio della Crocetta c’era tubo di vetro da lavoro, di vari diametri, in mozziconi lunghi e corti, tutti coperti di polvere: accendemmo un becco Bunsen e ci mettemmo a lavorare. […]” (dal capitolo ‘IDROGENO’, pagina 7) “[…] Non potrei giurare sull’autenticità di queste dicerie: ma veramen...

STEP 9: AMICI E COLLABORATORI

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  STEP 9: AMICI E COLLABORATORI Lui è Gustav Kirchhoff, probabilmente la figura di maggior rilievo nella vita di Bunsen. Molto brevemente; fisico e matematico tedesco, ad egli sono attribuite alcune leggi che governano l’elettrotecnica ed alcune riguardanti la spettroscopia (di cui se n’è abbondantemente discusso in precedenza). Il rapporto nato con Bunsen non è stato solo di carattere lavorativo, ma anche umano; avendo trascorso notti insonni, in nome del progresso scientifico dell’epoca. [1] Lui è Friedlieb Runge, chimico tedesco, scopritore di molecole come caffeina, a seguito dell’incoraggiamento dello scrittore Goethe di analizzare un chicco di caffe, e anilina. Runge e Bunsen si sono conosciuti nel periodo in cui quest’ultimo intraprese un viaggio nell’Europa occidentale; a circa 19 anni, dopo aver conseguito il suo dottorato. (1830-1833, data del periodo di viaggio)  [2] Henry Roscoe è stato un chimico britannico al quale sono riconosciute ricerche varie sull’elemen...

STEP 8: NEI FUMETTI

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STEP 8: NEI FUMETTI Nel 1944, il grande Carl Barks - disegnatore di Zio Paperone, Paperino, Qui Quo Qua, e scrittore di memorabili avventure di tutta la famiglia dei paperi - nella storia  Paperino Chimico Genio , narrava di come, prendendo una botta in testa per aiutare i nipotini Qui Quo e Qua con il loro "piccolo chimico", Paperino diventasse "il più grande chimico dell'Universo". Nello specifico, nella prima vignetta in alto a sinistra, osserviamo un becco Bunsen “stilizzato”, l’oggetto che poi sarà utilizzato per “bollire gli atomi in una nebbia osmotica per ottenere l’azoto spaccatutto”, come si evince dalla vignetta. Walt Disney's Comics and Stories 44, 5/1944, Paperino chimico pazzo Topolino 3; Albi della rosa 50; Paperino d'oro 12; Zio Paperone 18 (Paperino chimico genio) Bibliografia: [1] http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/04/11/paperino-eroe-per-caso-della-chimica-a-fumetti/ <ultimo accesso 11/04/2011> ...

STEP 7: NEL CINEMA

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  STEP 7: NEL CINEMA Nella cinematografia, il becco di Bunsen è stato utilizzato in svariati film; tra cui ‘Hostel’. Film horror del 2006, diretto da Eli Roth e promosso da Quentin Tarantino; racconta la storia di tre giovani studenti che si recano per una vacanza a base di divertimento in ostelli nell’Europa dell’Est, vacanza che farà loro incontrare l’ostello sbagliato, dove i turisti vengono catturati e rivenduti ad altri turisti pervertiti che pagano denaro per poter torturare e uccidere persone. [1] Nelle serie tv, esso compare anche nella serie televisiva ‘Breaking Bad’. Qui, il protagonista della serie, Walter White, in una delle primissime puntate della prima stagione è alle prese con un saggio alla fiamma; ossia sta verificando sperimentalmente che spruzzando una soluzione di un determinato metallo sulla fiamma del Bunsen, essa cambi colore a seconda del metallo che va a contatto. [2] In un’altra serie molto nota, ‘The Big Bang Theory’, uno dei protagonisti, She...

STEP 6: IL FRANCOBOLLO

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  STEP 6: IL FRANCOBOLLO Purtroppo non esistono francobolli rappresentanti il becco di Bunsen oppure Robert Bunsen in persona. Tuttavia è reperibile il francobollo di Gustav Kirchhoff (suo collaboratore) .   Germany-Berlin 9N345, MNH. Gustav R.Kirchhoff, Physicist, 1974 [1]   Bibliografia: [1] https://picclick.it/Francobolli/Tematiche/Scienza-e-tecnologia/    

STEP 5: I LIBRI

  STEP 5: I LIBRI Alcuni articoli rilevanti che parlano del becco di Bunsen, della sua origine e del suo funzionamento, sono i seguenti: Kirchhoff G., Bunsen R., 1860. Chemical Analysis by Observation of Spectra, Annalen der Physik und der Chemie (Poggendorff) , 110:161-189. Kohn M., 1950. Remarks on the history of laboratory burners , Journal of Chemical Education, 27:514-516 G. Lockemann (1956), The Centenary of the Bunsen Burner , J. Chem.Ed. , 33: 20-21. J. Rocke,  Bunsen Burner , in Oxford Comp. , 2002, p. 114. William B. Jensen, The origin of the Bunsen burner  ( PDF ), in  J. Chem.Ed. , vol. 82, n. 4, 2005, p. 518. J. J. Griffith, Chemical Reactions - A compendium of experimental chemistry , 8th edn., R Griffin and Co., Glasgow, 1838.  Moritz Kohn, Remarks on the history of laboratory burners , in  J. Chem.Ed. , vol. 27, n. 9, 1950, p. 514,  DOI : 10.1021/ed027p514 . Jensen W.B., 2005. Th...

STEP 4: IL PRINCIPIO FISICO

  STEP 4: IL PRINCIPIO FISICO Il becco Bunsen, data anche la sua struttura essenziale, ha un principio di funzionamento molto semplice. Le sue componenti hardware sono già state elencate in un precedente step. In campo microbiologico, esso ha il compito di sterilizzare le attrezzature da laboratorio (ad esempio aghi e anse in campo batteriologico) [1]  e l’ambiente circostante il Bunsen in cui si sta operando, secondo il principio dei moti convettivi. La convezione termica è uno dei tre principali modi di trasmissione del calore (è quindi il calore del Bunsen che sterilizza l’aria circostante eliminando eventuali “impurità”). I moti convettivi avvengono a seguito di questo fenomeno: I moti convettivi sono dovuti principalmente al seguente fenomeno: un fluido, se aumenta la propria temperatura, tende ad espandersi (o ad aumentare la pressione), diminuendo la propria   densità; mentre se si raffredda, la sua densità cresce e il liquido si cont...

STEP 3: LA SCIENZA

  STEP 3: LA SCIENZA Oltre che essere utilizzato come banale mezzo riscaldante nei laboratori chimici di una volta (oggi siamo dotati di macchine più sicure ed ecologiche), una delle principali discipline che si è evoluta con lo strumento in sé è sicuramente stata la spettroscopia chimica. Questo è un chiaro esempio di sviluppo duale tra una disciplina ed uno strumento. Il suo strumento primordiale, quello per eccellenza. Molto brevemente, poiché già accennato in precedenza, la spettroscopia concerne lo studio degli spettri degli atomi, ossia la distribuzione di energia elettromagnetica assorbita o emessa da atomi o molecole. Tuttavia, il rapporto di Bunsen (e del suo amico Gustav Kirchhoff) con una forma di spettroscopia rudimentale, inizia nel 1854; quando va ad insegnare all’università di Heidelberg, Germania. Bunsen e Kirchhoff, pur lavorando in ambiti differenti, avevano un argomento di discussione comune: il colore del fuoco. Fu così che egli creò una sorta di bruciat...

STEP 2: IL NOME

  STEP 2: IL NOME Il becco di Bunsen è un bruciatore a fiamma premiscelata utilizzato nei laboratori chimici e non. Oggigiorno non è molto utilizzato a causa dell’avvento dei riscaldatori elettrici, preferiti in termini di sicurezza ed efficienza. La miscela di gas bruciati , in genere una miscela di propano e butano diluita in metano, deriva da una apposita bombola oppure dalla rete comune. [1] Per una prima descrizione dello strumento in sé, possiamo dire essere composto materialmente da: 1. un basamento abbastanza ampio; 2. un cannello verticale con due fori per l’ingresso dell’aria; 3. una ghiera girevole metallica, dotata di due aperture circolari per chiudere o aprire i fori del cannello; 4. una manopola che regola l’ingresso di combustibile; 5. una valvola di sicurezza che blocca la fuori uscita di gas quando la fiamma viene spenta; 6. una termocoppia di sicurezza che chiude la valvola se la fiamma si spegne inavvertitamente; 7. un tubo in gomma che collega il Bunsen all...

STEP 1: INVENTORI, COMUNITA’ SCIENTIFICA E CONTESTO STORICO

  STEP 1: INVENTORI, COMUNITA’ SCIENTIFICA E CONTESTO STORICO L’invenzione di questo oggetto da laboratorio, nient’altro che un bruciatore a fiamma utilizzato in molti laboratori chimici fino a qualche tempo fa (oggi sostituito in larga parte da piastre elettriche), è da attribuirsi a tre figure: Robert Bunsen (da cui prende il nome), il suo assistente di laboratorio Peter Desaga e Micheal Faraday. Bunsen e Desaga, entrambi chimico-fisici tedeschi, perfezionarono il brevetto proposto da Micheal Faraday (noto per il suo contributo sull’elettromagnetismo) anni prima, in Inghilterra. Robert Bunsen (1811-1899) studia chimica all’università di Gottinga e, quando a 19 anni consegue il dottorato, inizia a girare l’Europa per condurre i propri esperimenti sulla solubilità dei sali in acido arsenioso. Nel 1852 inizia ad insegnare chimica all’università di Heidelberg. Nel 1859 inizia le sue collaborazioni con Gustav Kirchhoff sulla spettrometria per l’identificazione delle righe spettrali ...