STEP 2: IL NOME

 

STEP 2: IL NOME

Il becco di Bunsen è un bruciatore a fiamma premiscelata utilizzato nei laboratori chimici e non. Oggigiorno non è molto utilizzato a causa dell’avvento dei riscaldatori elettrici, preferiti in termini di sicurezza ed efficienza. La miscela di gas bruciati , in genere una miscela di propano e butano diluita in metano, deriva da una apposita bombola oppure dalla rete comune.[1]

Per una prima descrizione dello strumento in sé, possiamo dire essere composto materialmente da:

1. un basamento abbastanza ampio;
2. un cannello verticale con due fori per l’ingresso dell’aria;
3. una ghiera girevole metallica, dotata di due aperture circolari per chiudere o aprire i fori del cannello;
4. una manopola che regola l’ingresso di combustibile;
5. una valvola di sicurezza che blocca la fuori uscita di gas quando la fiamma viene spenta;
6. una termocoppia di sicurezza che chiude la valvola se la fiamma si spegne inavvertitamente;
7. un tubo in gomma che collega il Bunsen all’allaccio del gas.[2]

Parlando nel nome in sé, “becco Bunsen”, dall’ inglese “Bunsen burner” oppure dal tedesco “Bunsenbrenner”, etimologicamente parlando, la parola ‘becco’ sta ad indicare la forma in sé del cannello superiore, ossia sottile e stretto. 'Bunsen' deriva, appunto, dal suo fautore.


Bibliografia:

[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Becco_di_Bunsen <ultimo accesso 23/09/2021>

[2] http://www.chimicapratica.altervista.org/chimica/strumenti-di-laboratorio/20-becco-di-bunsen <ultimo accesso 04/06/2018>

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