STEP 10: NELLA LETTERATURA

 STEP 10: NELLA LETTERATURA

Un romanzo molto conosciuto in cui viene citato il becco di Bunsen è “Il sistema periodico”, di Primo Levi.

Primo Levi, chimico torinese classe 1919, sembra a primo impatto narrare vicende prettamente autobiografiche, collegate a 21 elementi della tavola periodica, uno per ogni capitolo. In ogni capitolo si narra del suo incontro con la natura, vista ogni volta come madre oppure nemica. Il romanzo è altresì pregno di contesto sociale, politico (il tempo del fascismo), storico (il suo internamento in un lager); il tutto visto con gli occhi di un chimico.[1]

Nello specifico, il becco di Bunsen viene citato in alcuni paragrafi del libro, tra cui:

“[…] Nel laboratorio della Crocetta c’era tubo di vetro da lavoro, di vari diametri, in mozziconi lunghi e corti, tutti coperti di polvere: accendemmo un becco Bunsen e ci mettemmo a lavorare. […]” (dal capitolo ‘IDROGENO’, pagina 7)

“[…] Non potrei giurare sull’autenticità di queste dicerie: ma veramente, quando entrava nel laboratorio di Preparazioni, nessun becco Bunsen era basso abbastanza, e perciò era prudenza spegnerli addirittura; veramente, faceva preparare il nitrato d’argento dagli studenti con le cinque lire dall’aquila tratte dalle loro tasche, e il cloruro di nichel dai venti centesimi con la signora nuda che volava; e veramente, la sola volta che fui ammesso nel suo studio, trovai scritto in bella scrittura sulla lavagna: “Non voglio funerali né da vivo né da morto”. […]” (dal capitolo ‘ZINCO’, pagina 9)

Gli esempi in questo romanzo sono molteplici, ma tutti narrano del legame intrinseco tra Levi e il suo mestiere da chimico, rispetto al contesto storico in cui egli versa.

[2]







Bibliografia:

[1] prefazione del libro 'Il sistema periodico' -Primo Levi.

[2] https://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2019/07/30/primo-levi-690x362.jpg <ultimo accesso 31/07/2019>


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