STEP 3: LA SCIENZA

 

STEP 3: LA SCIENZA

Oltre che essere utilizzato come banale mezzo riscaldante nei laboratori chimici di una volta (oggi siamo dotati di macchine più sicure ed ecologiche), una delle principali discipline che si è evoluta con lo strumento in sé è sicuramente stata la spettroscopia chimica.

Questo è un chiaro esempio di sviluppo duale tra una disciplina ed uno strumento. Il suo strumento primordiale, quello per eccellenza.

Molto brevemente, poiché già accennato in precedenza, la spettroscopia concerne lo studio degli spettri degli atomi, ossia la distribuzione di energia elettromagnetica assorbita o emessa da atomi o molecole.

Tuttavia, il rapporto di Bunsen (e del suo amico Gustav Kirchhoff) con una forma di spettroscopia rudimentale, inizia nel 1854; quando va ad insegnare all’università di Heidelberg, Germania. Bunsen e Kirchhoff, pur lavorando in ambiti differenti, avevano un argomento di discussione comune: il colore del fuoco. Fu così che egli creò una sorta di bruciatore che utilizzava, anziché il comune olio combustibile, il gas metano che era allacciato all’università. Mentre si divertiva a creare nuovi oggetti di vetro scaldandoli tramite la sua nuova invenzione, notò che il fuoco sviluppato cambiava colore a seconda della sostanza con cui entrava in contatto. Fu così che iniziò a sperimentare la sua invenzione con più materiali possibili (tra cui molti elementi chimici puri), osservando ogni volta colori differenti. Tuttavia, i colori non erano mai “puri” poiché le sostanze non erano mai pure al 100%. Con l’aiuto del suo fidato amico, si mise all’opera per osservare il tutto tramite uno spettro di emissione, per poter distinguere il tutto con chiarezza.

E così fu.

I due misero a punto un sistema di cannocchiali e prismi; con la fonte luminosa costituita da un becco Bunsen che “bruciava” una certa sostanza emettendo luce; che permetteva di leggere con chiarezza le righe spettrali emesse. Basti pensare che tramite il bruciatore, Bunsen scoprì due elementi chimici: Cesio e Rubidio. Insomma, il bruciatore Bunsen fece da tramite per la determinazione di sostanze pur presenti in quantità irrisorie nei miscugli (fino a 3 milionesimi di grammo). 

Inoltre, insieme al compagno Bunsen, Kirchhoff, da buon fisico che era, utilizzo il becco Bunsen per determinare la composizione chimica dell’atmosfera solare facendo passare un raggio di sole nel loro sistema spettroscopico primordiale. Scoprirono quindi che, Il Sole e le altre stelle, in fin dei conti, erano simili alla Terra.[1]

 

Bibliografia:

[1] http://maurotomassoni.altervista.org/spettro/?doing_wp_cron=1637180507.9136459827423095703125 <ultimo accesso 10/12/2019>


 

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